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Deliziose preparazioni adatte anche per vegani, vegetariani e non solo!

Ci troviamo nel vivo del periodo che anticipa la Pasqua, per questo motivo abbiamo deciso di suggerirti alcune classiche ricette siciliane per la Quaresima.  
Questo è un momento, soprattutto per i credenti, vissuto con grande fede e devozione, durante il quale si fanno una serie di rinunce.
Il venerdì non si mangia carne e, in generale, si consumano pasti moderati senza esagerare.
Le tradizionali preparazioni sicule che ti proponiamo non sono solo molto versatili ma alcune, in particolare, soddisfano anche le esigenze di: 

  • chi segue un particolare regime alimentare
  • chi soffre di intolleranze (ad esempio al glutine o al lattosio)
  • vegetariani
  • vegani.
Photo by Alyson McPhee on Unsplash

Infatti la “Cucina di Magro” (tipica della Quaresima) comprende pietanze che non utilizzano la carne (in alcune non troverai nessun ingrediente derivato dagli animali), più leggere ma non per questo prive di gusto!
Ecco alcune interessanti proposte per il tuo menù Quaresimale.

Ragù Quaresimale

A Palermo, durante il digiuno purificatore della Quaresima, si rispettava la tradizione di mangiare pesce ogni venerdì ma alcune massaie con pochi soldi e molta fantasia hanno inventato il ragù quaresimale!
Un piatto semplice, povero e vegetale (non c’è nemmeno il pesce) in cui le patate sostituiscono la salsiccia o la cotenna di maiale: presenze fisse nel ragù alla siciliana!
Quest’ultimo, di fatto, non è il classico ragù con il tritato bensì si distingue per l’utilizzo della carne a pezzi cotta nella salsa di pomodoro e, esclusivamente, cucinato nei giorni di festa.
Di conseguenza, durante il periodo quaresimale, le nostre nonne erano solite dire con orgoglio: “nel mio ragù la carni nun c’è, è fuiuta” (nel mio ragù non c’è carne, è fuggita)!

Photo by CDC on Unsplash

L’effetto finale dello speciale Ragù Quaresimale è molto gustoso perché le semplici patate, attraverso questa ricetta, si insaporiscono particolarmente creando un piatto molto nutriente
Alcuni pensano che il ragù chi patati purifichi lo spirito, altri che innalzi gli animi…
Quel che è certo è che celebra la potente immaginazione che ai siciliani non manca mai!

Ingredienti
  • una latta di pomodoro pelato da 800 ml (oppure una bottiglia di salsa, ancor meglio se fatta in casa)
  • 3-4 patate
  • mezza cipolla
  • un pezzo di carota 
  • sedano
  • olio extravergine di oliva 
  • noce moscata
  • sale
  • un pizzico di zucchero.
Preparazione
  1. Prepara il soffritto con olio evo cipolla, carota e sedano tritati.
    Versa la salsa (o il contenuto di una latta di pelato frullato), aggiungi un pizzico di zucchero, sale e noce moscata grattugiata. 
  2. Fai cuocere la salsa per quindici minuti, aggiungi le patate precedentemente sbucciate, lavate e tagliate a grossi tocchi (almeno in 4 pezzi). 
  3. Continua la cottura per altri 15 minuti, il tempo che le patate siano cotte al punto giusto (puoi verificare pungendo con una forchetta, se sprofonda del tutto, le patate sono pronte). 
  4. Impiatta il ragù chi patati e servi con tanto pane da inzuppare nella salsa che, se dovesse avanzare, potrai utilizzare per condire la pasta del giorno dopo!

Sformato di ricotta

È una specie di soufflé salato (servito come piatto unico) dal gusto delicatissimo che, in genere, è preparato sia nel periodo quaresimale sia nelle festività pasquali.
Tuttavia può essere consumato anche durante la stagione invernale, quando la ricotta di pecora è largamente presente sulle tavole dei siciliani!

Lo sformato di ricotta, malgrado preveda il parmigiano e la noce moscata che non sono certo ingredienti classici della cucina siciliana, fa parte da sempre delle squisitezze della gastronomia dell’Isola.
Grazie alla sua bontà unica e alla semplicità di esecuzione, vale la pena di gustarlo!

Ingredienti
  • 1 kg di ricotta di pecora
  • 8 uova
  • 200 g di besciamella
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • Sale, pepe e noce moscata q.b.
  • Pangrattato q.b.
  • Burro per ungere la teglia
Preparazione
  1. Amalgama la ricotta con i tuorli, in seguito incorpora anche besciamella, parmigiano, sale, pepe e noce moscata grattugiata.
    Mescola bene il tutto per qualche minuto e metti da parte.
  2. Monta a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale.
    Quindi aggiungili delicatamente al composto di ricotta, poco per volta, mescolando dal basso verso l’alto.
    Versa la miscela in una teglia a bordi alti imburrata e cosparsa di pangrattato in modo uniforme. 
  3. Cuocila in forno preriscaldato a 180° per circa cinquanta minuti, fino a ottenere una leggera gratinatura. 
  4. Lascia intiepidire, toglilo dalla teglia e servilo in un piatto da portata.
    Ricorda che questa torta salata alla ricotta, essendo simile a un soufflé, una volta sformata tenderà a sgonfiarsi…
    Non preoccuparti, è normale!

Biancomangiare

È uno dei dolci più antichi della tradizione culinaria siciliana, le sue origini risalgono al periodo della dominazione araba nel XI secolo.
Si diffuse anche tra le ricche corti nobiliari europee del XIV secolo e veniva preparato con carne bianca, generalmente di pollo, e l’aggiunta di zucchero.

Il Biancomangiare si presenta a mo’ di budino bianco e dall’intenso aroma di cannella.
Grazie al suo gusto ricercato e l’aspetto raffinato, rappresenta la conclusione perfetta in ogni pranzo siciliano
Essendo un dolce candido e puro (privo di ingredienti “peccaminosi”), sin dall’antichità, veniva preparato principalmente durante la Quaresima, momento di purificazione del corpo e dello spirito.

Photo by Jade Seok on Unsplash

Secondo la tradizione si dovrebbe utilizzare il latte di mandorla e non quello vaccino, quindi questa preparazione è l’ideale per chi segue un particolare regime alimentare, è allergico o intollerante.
Noi abbiamo deciso di proporti una versione rivisitata ancora più golosa con l’aggiunta di alcuni ingredienti (i biscotti e il caffè) non previsti, in modo da gustare il Biancomangiare a fine pasto o come delicato dessert nel pomeriggio.

Ingredienti

(per 4 persone)

  • 500 g di latte
  • 100 g di zucchero
  • 50 g di amido
  • 150 g di biscotti secchi (tipo gallette)
  • la scorza grattugiata di un limone
  • 2 tazzine di caffè
  • cannella q.b.
  • granella di pistacchio
  • gocce di cioccolato.
Preparazione
  1. Versa la metà del latte in una ciotola dove scioglierai l’amido e lo zucchero, aiutandoti con una frusta per evitare che si formino grumi.
    Integra pian piano il latte che avanza.
  2. Grattugia la scorza del limone, aggiungila al composto e versalo in un tegame.
    Cuoci a fiamma bassa.
    Mescola costantemente per evitare che si attacchi sul fondo e, quando la crema di latte si è addensata, toglila dal fuoco e lascia intiepidire.
  3. Nel frattempo disponi i biscotti in una teglia dai bordi alti o, se preferisci una presentazione più chic, all’interno di una coppa o di un bicchiere e bagna le gallette con il caffè.
    Versa la crema, guarnisci con un pizzico di cannella e la granella di pistacchi.
  4. Lascia raffreddare il tutto per circa un’ora e completa la decorazione con delle gocce di cioccolato.
    Riponi il Biancomangiare in frigo per 2-3 ore e servi come ti suggerisce la fantasia!

Le tradizionali ricette siciliane del Giovedì Santo

I Pupi di Cena

Denominati anche “Pupi di Zuccaru” sono i dolci classici della cena del Giovedì Santo.
Si preparano versando zucchero sciolto sul fuoco in apposite forme di gesso dalle forme più disparate come quelle di agnelli, Santi, bambole e soprattutto i paladini della celebre “Opra di li Pupi” siciliana.
Questi famosi Pupi di Zucchero vengono preparati anche durante la Festa dei Morti come dono ai bambini da parte dei loro cari defunti, come potrai leggere nel nostro interessante articolo: Halloween vs Festa dei Morti: le preparazioni tradizionali che si rinnovano nel tempo.

Il Pane della Cena

Il pane, simbolo della millenaria tradizione agricola dell’Isola, assume un ruolo preponderante nella tavola pasquale siciliana essendo considerato una pietanza semplice e povera che assume un ruolo votivo imprescindibile!
Anche il frumento rientra nella simbologia propria della festa e, nel caso specifico di quella Pasquale, è utilizzato per adornare i Sepolcri.

Il pane votivo è presente in numerose città dell’Isola dove assume le forme più diverse e viene adoperato per decorare gli altari delle case.
Un esempio emblematico di quanto detto è il suo impiego per ornare, insieme ad altre leccornie, gli Archi preparati durante la Settimana Santa a San Biagio Platani.

Questa ricetta in particolare riguarda il “Pane della Cena” cucinato per i rituali legati al Giovedì Santo nella Sicilia occidentale.

Ingredienti
  • 1 kg di farina di maiorca (grano antico siciliano dal basso contenuto glutinico, adatto anche ai soggetti con sensibilità al glutine)
  • 300 g di zucchero
  • 200 g di lievito di pane
  • 50 g di semi di anice 
  • 2 albumi 
  • un pizzico di sale.
Preparazione
  1. Impasta la farina con acqua, sale, lievito e zucchero.
    La pasta così ottenuta serve per preparare delle pagnottelle che, a lievitazione terminata, inciderai con una croce sulla superficie. 
  2. Immergile in acqua calda con gli albumi battuti e falle sgocciolare.
    Cospargile di anice e cuocile in forno finché avranno raggiunto una perfetta doratura!
Curiosità

A Messina i Pani di Cena sono chiamati “Panini ca ciciulena” perché sono decorati con i semi di sesamo (ciciulena in dialetto).
Queste pagnottelle sono più soffici e molto aromatizzate in quanto vengono preparate con l’aggiunta di cannella e profumatissimi chiodi di garofano.
Probabilmente il consumo dei Panini ca ciciulena la sera del Giovedì Santo è un riferimento al pane spezzato da Gesù Cristo davanti ai discepoli durante l’Ultima cena.

Photo by Diane Alkier on Unsplash

Le particolari ricette che abbiamo scelto sono soltanto una piccola parte dell’immenso tesoro gastronomico siciliano dedicato alla Quaresima.
Prova anche tu a preparale a casa, ti stupiranno piacevolmente!
Sono tutte molto semplici, ricche di sapori e aromi tipici della nostra amata Isola.

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