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Quella Girgentana è una varietà di capra tipica della zona dell’Agrigentino.
Si distingue per le sue originali corna a spirale e un candido manto soffice.
Da essa si ricavano latte e formaggi di altissima qualità ma, a causa della sua produzione limitata di latte, in passato è stata messa da parte favorendone quasi la scomparsa! 

Negli ultimi anni, per fortuna, Slow Food ha lavorato per valorizzare e promuovere i formaggi fatti interamente con latte di capra Girgentana.
In questo modo è stato possibile ridare dignità, anche economica, agli allevatori e favorire l’incremento dei capi.

Eppure le origini della capra Girgentana in Sicilia sono particolarmente antiche.
Il suo arrivo risalirebbe alla colonizzazione greca dell’Isola – già nel VII millennio a.C. esistono testimonianze della sua presenza in Grecia – ma anche differenti leggende ci hanno messo lo zampino.
Facciamo un piccolo salto nella mitologia classica!

Il mito della capra Amaltea

Nell’antichità la capra Girgentana occupava un posto di grande rilievo!
Presso molti popoli, di fatto, era considerata sacra perché rappresentava l’abbondanza e la fecondità, grazie alle sue corna uniche e distintive.

Queste ultime, non a caso, erano uguali a quelle della capra Amaltea che, come narrano la maggior parte delle leggende, aveva nutrito Zeus!
Il capo di tutti gli dei, per ringraziarla del suo gesto, la benedisse e conferì poteri magici alle sue corna.
Secondo alcuni miti, infatti, la meravigliosa cornucopia – il prodigioso corno, recipiente di ricchezza e potenza – appartiene proprio alla capra balia di Zeus.

Oltre a ciò, lo splendido animale era ritenuto particolarmente utile e forte.
Effettivamente, dalla radice greca aix (capra) deriva il termine “egida” che significa salvaguardia, patrocinio ma indica anche l’arma di protezione e difesa di Zeus e di Atena.
Si racconta, appunto, che l’egida fosse stata fabbricata con la pelle di Amaltea da Efesto che ne fece uno scudo indistruttibile e resistentissimo.
Per questo motivo Zeus è definito Egioco, cioè fornito di egida!

Abbandonando la mitologia e ritornando alla storia, cerchiamo di capire come la capra Girgentana sia effettivamente arrivata in Sicilia.

L’arrivo della capra Girgentana

Circa 2500 anni fa i Greci erano soliti imbarcare sulle loro navi, durante le lunghe navigazioni nel Mediterraneo, gli animali e i prodotti alimentari necessari.
Oltre alle materie prime, esportarono le loro innovazioni, conoscenze e tecniche (come la coltivazione dell’ulivo o la costruzione dei templi).
Ma fu proprio la loro caratteristica capra che, arrivata in Sicilia, diede il meglio di sé.
Nell’Isola trovò l’habitat ideale che le permise di prosperare e riprodursi agevolmente! Divenne un vero e proprio animale domestico e parte integrante della vita quotidiana dei siciliani

Iniziò così l’insediamento di queste capre sul territorio siciliano e, in particolare, nell’Agrigentino tanto che, per molto tempo, furono considerate addirittura autoctone!  
Non a caso, il loro attuale nome deriva proprio da Girgenti, l’odierna Agrigento.

Gli originali esemplari erano assolutamente inconfondibili grazie al meraviglioso manto e alle lunghissime corna a spirale (o a turacciolo). 
Queste ultime, proprio per la particolare forma, venivano considerate contenitori di ricchezza, fecondità e abbondanza anche dagli abitanti di questa zona della Trinacria!

Tuttavia, nonostante si pensi che siano stati i Greci i primi a esportare le capre Girgentane, questi animali non hanno radici elleniche!

Le origini remote della razza Girgentana

Il pelo e le corna del nostra amata capra ricordano alcune razze caprine asiatiche ancora viventi allo stato selvatico e la sua origine, secondo alcuni studiosi, va ricercata tra gli esemplari del Tibet (nella zona dell’Himalaya).

Secondo numerosi studi, invece, la capra Girgentana deriva da una specie selvatica dalle grandi corna spiralate che vive nel Kashmir: la Markhor, conosciuta anche come capra Falconeri.
Questo nome deriva da Falconer, il naturalista inglese che per primo la notò nell’Afghanistan settentrionale e nel Pakistan.

Pertanto, altri ricercatori ipotizzano che l’importazione dei primi esemplari asiatici in Sicilia è da attribuire agli Arabi (nell’800 d.C.) che li fecero sbarcare al porto di Marsala.
E, soltanto in seguito, le capre si diffusero nel versante sud-occidentale dell’Isola.

Come puoi ben capire l’arrivo nel territorio siculo è tuttora poco chiaro ma, ciò che mette d’accordo tutti, è il suo crescente sviluppo ad Agrigento e dintorni nei millenni.

La diffusione della capra Girgentana

Da sempre nell’Agrigentino i caprai si recavano ogni mattina, assieme al loro gregge di capre Girgentane, di paese in paese.
Pian pianino si fermavano casa per casa e offrivano il prelibato latte munto al momento!

Lo ricordano bene tutti gli anziani di quelle zone che rievocano, ancora con nostalgia, il suo sapore squisito. 
Latte che ha cresciuto intere generazioni di siciliani, proprio come fece la capra Amaltea con il padre di tutti gli dei!
Anche perché tra gli anni Venti e Trenta dello scorso secolo gli allevamenti, molto rustici, erano ancora situati in periferia o all’interno del paesino.

Purtroppo con l’avvento di leggi e regolamentazioni moderne, per questioni igieniche, fu proibito ai caprai di allevare in paese, o anche solo di entrarvi con le greggi.
In questo modo venne abolita una tradizione che si perdeva nei secoli, arrivando quasi a cancellare l’esistenza stessa di questo bell’animale!
Di fatto, venendo meno la fonte di reddito ricavata dalla vendita del latte, svanì per gli allevatori la ragione per prendersi cura delle capre Girgentane che iniziarono così a scomparire dall’Isola.

Di conseguenza, le norme in vigore provocarono la drastica riduzione dei capi allevati: dai 30 mila degli anni Cinquanta, a poco più degli attuali 500-1000.
Questo declino, dovuto certamente alla scarsa remunerabilità degli allevamenti, pose la Girgentana tra le razze a rischio estinzione!

Lavori effettuati per scongiurare l’estinzione della capra Girgentana

La Girgentana subì, soprattutto nell’ultimo ventennio, un’ulteriore calo tra gli esemplari: si arrivò a stimarne solo un centinaio in tutta l’Isola!
Tanto che, nel 1979, questa capra era diventata ufficialmente una specie in via d’estinzione.

In seguito, fortunatamente, alcuni allevatori e appassionati hanno deciso di unire le forze e tutelare questo animale unico e che offriva un prodotto eccezionale!
Tra tutti uno dei più agguerriti è stato Giacomo Gatì, originario di Campobello di Licata (AG) fondatore dell’Azienda Agricola Montalbo.
Al suo ritorno dalla Germania, dove era emigrato come tanti isolani in cerca di lavoro, si è posto un unico obiettivo: salvare la capra Girgentana.

Tutti si domandavano il perché di questa scelta così ardua.
Niente di più semplice: era cresciuto con la Girgentana e gli ricordava la sua infanzia, quando ogni famiglia ne aveva una.
Così, da un legame emozionale ed esperienziale, quest’uomo finì per riscrivere la storia di un territorio!

All’inizio fu una vera impresa trovare due esemplari da comprare per la sua fattoria.
Ne erano rimasti solo pochissimi capi in tutta la Sicilia, non dimentichiamo che la capra stava effettivamente scomparendo…
Ma con tenacia e determinazione è riuscito nel suo intento!
Tant’è che oggi ci sono circa mille esemplari in tutto l’Agrigentino.

Visti gli strepitosi risultati ottenuti, diversi Enti e Associazioni si sono organizzati.
Attraverso un intenso lavoro di recupero e valorizzazione, hanno permesso di far rientrare il rischio estinzione per questa razza. 
In tal modo il numero dei capi è in continua crescita, favorendo il consumo anche di un latte unico nel suo genere. 
Quest’ultimo è particolarmente digeribile, con basso odore ircino, un ottimo rapporto tra grassi e proteine e un aromatico retrogusto di frutta secca!
Inoltre, i formaggi prodotti con questo prezioso oro bianco hanno un sapore così delicato e originale che stregano al primo morso!

Se le interessanti storie e vicissitudini della capra Girgentana ti hanno colpito ed emozionato, seguici sui nostri social (Facebook, Instagram e Pinterest).
Ti faremo conoscere tante altre curiosità su questo splendido animale dall’aspetto quasi mitologico!

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