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Quando Natura e Scienza diventano risorse culturali ed economiche per un territorio ma nessuno ne sa niente

Se non sei un geologo o un appassionato di geologia, difficilmente saprai cosa sono i GSSP e quanti sono i GSSP in Sicilia.
La comunità internazionale degli studiosi di geologia li chiama amichevolmente “chiodi d’oro” (in inglese “golden spike”). Perché?
Per il semplice motivo che, là dove se ne conosce l’importanza scientifica e il potenziale economico, i GSSP vengono indicati con veri e propri chiodi d’oro applicati e delle targhe che ne illustrano le caratteristiche geologiche.
Ma insomma, cosa significa GSSP?

(Credit: Stan Finney and Lucy Edwards; GSA Today)

Cos’è un GSSP?

La sigla sta per Global Boundary Stratotype Sections and Points che, detto in parole povere, sono quei punti nel mondo che vengono scelti dalla Commissione Internazionale di Stratigrafia come esempi chiari del passaggio da un’era geologica all’altra.
Capiamo che, anche se detto in parole povere, non si tratta di un concetto semplice per i non addetti ai lavori, per cui facciamo un passo indietro e cominciamo dalle basi.

Si pensi ad una clessidra, nella quale scorre lentamente della sabbia. La sabbia cade granello dopo granello, andando a depositarsi sul fondo della clessidra. Ciò crea pian piano degli strati di sabbia, che man mano, si accumulano l’uno sull’altro.
Ebbene, il Pianeta Terra, nelle lunghissime ere geologiche, si è comportato quasi come una grande clessidra.
Le eruzioni vulcaniche e i terremoti, nonché l’alternarsi di periodi di grandi piogge alluvionali, di desertificazioni e di glaciazioni, hanno causato nei millenni il depositarsi sulla superficie terrestre di strati su strati di differenti materiali. Proprio come un’enorme e lentissima clessidra!

La terra come una clessidra

Intrappolati per sempre negli infiniti fogli rocciosi di questo “libro della Terra” troviamo ovviamente minerali ma anche sostanze organiche: i fossili.
Ed è proprio grazie alle diverse combinazioni di sostanze minerali e fossili presenti in ciascuno strato di terra, che la Commissione Internazionale di Stratigrafia è riuscita negli anni ad individuare in maniera sempre più netta (si tratta di un lavoro tuttora in corso d’opera, iniziato nel 1977) a quale remota era geologica corrispondessero i diversi sedimenti.
Come avrai già intuito, i sedimenti delle ere più antiche si trovano a grandi profondità, sottomessi ai sedimenti delle ere che le hanno succedute. Eppure, poiché il nostro è un pianeta “vivo”, gli eventi geologici che si sono verificati nei millenni hanno spesso portato alla luce qua e là nel mondo alcune delle “fette” più antiche di questa “torta” geologica. In questi casi si parla di “affioramento roccioso”.

Eccoci finalmente giunti di nuovo ai nostri GSSP!
Quando, analizzando uno di questi affioramenti, si riescono ad individuare in maniera chiara (esistono dei criteri molto precisi) due strati adiacenti di sedimenti appartenenti a due diverse ere geologiche, quel punto diventa candidato ad essere scelto come GSSP. Cioè, come esempio standard, mondialmente condiviso dalla comunità scientifica, e usato come punto di partenza per nuove analisi e nuovi studi geologici, ma non solo.

Geologo analizza sedimenti
(Credit: Dott. Geologo G. Alabiso – geocad.it)

Ci sono chiodi d’oro in Sicilia?

I GSSP individuati nel mondo ad oggi sono circa 70-80 (in costante aggiornamento) e ben 9 dei quali si trovano sul territorio italiano.
La Sicilia ne ha addirittura 3, tutti sulla costa meridionale!
A questi 3 GSSP già formalizzati se ne aggiungerà probabilmente un quarto nei prossimi anni. Vediamo quali sono.

I GSSP siciliani - Porto Empedocle, Gela, Eraclea Minoa

GSSP Formalizzati:

  • Monte San Nicola, comune di Gela (CL), per il limite Piacenziano-Gelasiano. Ratificato nel 1996.
  • Punta Piccola, comune di Porto Empedocle (AG), per il limite Zancleano-Piacenziano. Ratificato nel 1997.
  • Eraclea Minoa, comune di Cattolica Eraclea (AG), per il limite Miocene-Pliocene (e quindi per il limite Messiniano-Zancleano). Ratificato nel 2000.

GSSP in corso di formalizzazione:

  • Pizzo Mondello (comune di Bivona, AG), per il limite Carnico-Norico.

Cosa ci si fa con i chiodi d’oro?

Abbiamo detto cosa sono i GSSP e il valore che hanno per la comunità scientifica internazionale. Ma a tutti gli altri cosa importa che in Sicilia ci siano 3 o 4 o nessun chiodo d’oro?
Semplice! I siti formalizzati come GSSP, tra le varie caratteristiche, devono essere vicini ad aeroporti, a strutture ricettive come alberghi e hotel, ma anche a spazi sufficienti per portare avanti le varie ricerche scientifiche collegate e ovviamente devono essere facilmente raggiungibili. Queste sono, guarda caso, molto simili alle necessità di un sito turistico che si rispetti (esperimenti a parte). E allora?
La mole di scienziati, divulgatori scientifici, appassionati o anche solo curiosi che nel mondo visitano quotidianamente i cosiddetti “geositi” (cioè tutti quei luoghi che hanno un interesse geologico, mineralogico ecc.) non è affatto trascurabile.
Si consideri anche l’aspetto puramente naturalistico e paesaggistico, visto che si tratta per lo più di punti immersi nella natura, dove è possibile passeggiare in mezzo a fossili vecchi milioni di anni.

Stratificazioni e fossili

Percui i 3 chiodi d’oro siciliani diventano in quest’ottica un’attrazione niente male per questo tipo di turismo. Ma la cosa si fa più ghiotta se pensiamo che, come sempre, la Sicilia ha anche altre ricchezze. Già nel 2015 infatti la Regione Sicilia ha individuato più di 70 geositi sparsi sul territorio siciliano, la maggior parte dei quali si trova già all’interno di preziose riserve naturali.
Ed ecco che il menu turistico già ricco di quest’isola, fatto di arte, storia, tradizioni enogastronomiche e religiose senza pari nel mondo, si arricchisce ulteriormente grazie alla scienza e alla geologia in particolare.

Ecco infine abbiamo capito il perché dovremmo conoscere e amare i nostri “chiodi d’oro”! Perché si tratta di siti che andranno protetti e valorizzati, promossi nel mondo e resi accessibili il prima possibile. I geositi siciliani e i GSSP in particolare sono patrimonio dell’umanità, né più né meno dei siti protetti dall’UNESCO.
Come per tutte le cose, la consapevolezza è il primo piccolo grande passo per crescere e migliorare. Quindi ci auguriamo che i Siciliani acquisiscano sempre di più questa consapevolezza e riescano a restituire a questi luoghi la dignità che meritano. E chissà che non vedremo presto anche nei GSSP siciliani l’applicazione di veri chiodi dorati!

Guarda anche: Una miniera d’oro – GuantieraTalk episodio 1

Una miniera d’oro – GuantieraTalk episodio 1

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